| STORIA |
Non è dato sapere quando abbia avuto origine il primitivo insediamento di San Zeno di Montagna, però in base alle conoscenze che abbiamo a nostra disposizione proviamo a ripercorrere la storia della zona sin dalla preistoria fino ai giorni nostri.
PREISTORIA
Alcune selci scheggiate trovate sul monte Baldo permettono di ipotizzare la presenza di gruppi di cacciatori nomadi e seminomadi nel territorio di San Zeno già dal paleolitico medio. I primi insediamenti si presume che risalgano al neolitico; lo tistimoniano alcune selci di buona fattura trovate sulle pendice del Baldo, la presenza di covoli scavati dai ghiacciai e solitamente abitati dagli uomini primitivi
ETA' DEL BRONZO
La località "Prea Drita", dove si trovava una pietra molto alta e stretta, fa supportte che questa fosse la testimonianza di una antica religione "Dolmen" di origine gallica. I toponimi Castello e monte Castel, a Prada, fanno pensare alla presenza di castellieri di età del bronzo e così come il nome della contrada Borno, che è di origine celtogallica. San Zeno, come la vicina Caprino, fu probabilmente abitata dalla tribù retica dei Cauti.
ETA' ROMANA
La presenza dei Romani nel territorio baldense risale al I sec. a.c. A San Zeno sono stati trovati cocci di urne funerarie e di tegole di età romana e tombe a forma di triangolo, che però, si pensa possano anche risalire al periodo della grande pestilenza del 1630.
MEDIO EVO
Una delle prime fonti scritte su San Zeno, è l'atto di cessione del "Distretto Gardense", avvenuta nel 1193, da parte dell'Impero Longobardo al Comune di Verona. Tra le "ville" aqcuistate dal Comune Veronese, per mille marche d'argento, vi erano oltre a Montanga, anche Lazise, Bardolino, Torri, Castion, Caprino, Rivoli, Albisano, Cavaion, Piovezzano.
Le prove che esistesse sul territorio una comunità di persone è provata da una pergamenta del 1321 conservata nella biblioteca di Rovereto che contiene tre atti relativi alla cessione in appalto del pascolo e dell'erbatico di una vasta area del Monte Baldo pertinente alla comunità delgi uomini di Montagna, rappresentati dal loro "sindicus" rappresentata da un certo Ser Martinello, sindicus comunitatis, Universitatis et Hominum ville de Montagna de gardexana.
SIGNORIE
Nel 1387 il territorio fra l'Adige e il Garda passa agli Scaligeri. Di quest'epoca rimangono i resti di Castello di Can Grande della Scala costruito sui resti di una villa Romana nella contrada Castello.
DOMINAZIONE VENEZIANA
Con la fine della Signoria e l'inizio della dominazione veneziana la piccola comunità di Montagna entrò a far parte della "Gardesana dell'acqua" con altri paesi della sponda del Lago di Garda. La maggiore stabilità politica, seguita dalle trasformazioni tardo trecentesche, ebbe ripercussioni favorevoli anche per l'economia baldense.
In questo periodo si concede la costruzione della cihesa a Lumini. Nel 1630 la peste provoca molte vittime nel paese. A testimonianza rimangono una colomba in marmo sul volto a Cà Sartori e un lacito in denaro di Zen di Montagna per la cappella di San Carlo.
DOMINAZIONE FRANCESE
Dopo la vittoria di Napoleone sugli Austriaci e il trattato di Campoformo del 1797 con cui viene ceduto il Veneto all'austria, il territorio del monte Baldo, con la Lombardia rimane ai francesi e nel 1801 entra a far parte della Repubblica Cisalpina. Nel 1805 venne sciolta la federazione della "Gardesana dell'acqua". Sempre durante il periodo della dominazione francese venne costruita la strada che porta a San Zeno da di Montagna da Sud.
DOMINAZIONE AUSTRIACA
Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1814 il territorio baldense passa all'Austria e più precisamente, entrò a far parte del "Dipartimento dell'Adige" e fu assegnato al 4° Cantone di Caprino con la denominazione di Montagna di Monte Baldo. Nel 1871 al Comune venne dato il nome di San Zeno di Montagna in onore del Santo titolare della Chiesa divenuta parrocchia a partire dal 1464.
Da una mappa catastale austriaca, datata 1841 circa, risulta la divisione del territorio di San Zeno in quattro comuni, retti da "Capomanipoli", facenti capo al caposaldo di Villafranca. I quattro comuni erano:
DALL'ANNESSIONE ALL'ITALIA FINO AI GIORNI NOSTRI
Da allora il nostro paese ha seguito le vicende storiche dell'Italia. Infatti, la prima metà del XX secolo, a causa delle le guerre Mondiali, ha rappresentato un periodo di stenti. Parte della popolazione, che allora viveva quasi esclusivamente di agricoltura, preferì emigrare per migliorare le proprie condizioni di vita. Tra le mete preferite ricordiamo: America, Australia, Belgio, Germania, Belgio e Svizzera
A partire dal 1960 le cose cominciarono a cambiare con l'avvento del turismo. Infatti, oltre ad avere cambiato l'aspetto abitativo del paese con la costruzione di alberghi, negozi, ville il turismo è tuttora il settore prevalente dell'economia del paese offrendo lavoro a gran parte degli abitanti.